“Diversamente etero”, un documentario per parlare di identità negate e omofobia nei media

Nell’ultima edizione del Grande fratello due concorrenti, Sarah e Veronica, hanno avuto una storia “d’amore”. E così hanno dato una visibilità mediatica senza precedenti all’omosessualità femminile. Il paradosso è che due ragazze hanno sempre sostenuto di essere eterosessuali, eppure hanno conquistato migliaia di fan lesbiche, bisessuali, etero-curiose, oppure innamorate dell’amore “a prescindere”. Donne che hanno difeso il rapporto di Sarah e Veronica contro tutte le censure e gli stereotipi con cui è stato affrontato dalla tv ufficiale.

Abbiamo deciso di raccontare la storia loro e delle loro fan per parlare di omofobia e visibilità glbt nei media. Nel paese che ospita il Vaticano, la questione gay viene ancora trattata come un problema di morale sessuale invece che di tutela delle minoranze. In questo contesto la visibilità gay acquista un’importanza centrale.

La minoranza gay e lesbica, infatti, è uno di quelli che gli psicologi sociali chiamano “gruppi screditabili”: come gli ebrei, hanno la possibilità di mascherarsi da “maggioranza” per evitare le discriminazioni. Ma l’invisibilità è una condanna. Ecco come la descriveva Patricia Highsmith, forse la più importante scrittrice di crime stories del secolo scorso. E segretamente lesbica: Fino ai trent’anni circa ero essenzialmente come un ghiacciaio, o come una pietra. Penso che mi stessi “proteggendo”. Era sicuramente legato al fatto che ero costretta a nascondere completamente i miei impulsi emotivi più importanti. Questo è il problema dell’omosessuale dotato di coscienza: che non solo nasconde i suoi obiettivi sessuali, ma che nasconde altrettanto la sua umanità e il suo cuore.

Essere invisibili agli altri significa anche essere invisibili a se stessi. In più, si “diventa” o “ci si scopre” gay, lesbiche, bisessuali e trans perché di solito si nasce da una famiglia etero. Questo significa che l’obbligo dell’invisibilità rende ancora più difficile per le persone glbt costruire la propria identità, scoprire chi sono. Per questo esistono le “icone gay”: sono i modelli che gay e lesbiche vanno a cercarsi dove possono.

Oggi la sfida della visibilità glbt, nel nostro Paese, si gioca soprattutto sui media – e quelli italiani sono ancora molto omofobi. Diversamente etero vuole raccontare tutto questo, attraverso il fenomeno Grande fratello – le immagini che fanno bene e quelle che fanno male – e attraverso le parole di fan, attiviste, ricercatori ed esperti che si occupano di omofobia.

Per farlo, però, abbiamo bisogno anche del vostro aiuto. Diversamente etero è un progetto libero, indipendente e auto-prodotto. Vorremmo che restasse tale: per questo abbiamo aperto sul nostro sito una pagina dedicata alle donazioni http://www.diversamentetero.it/partecipa.html
Bastano pochi euro a testa, se siamo in tanti, per riuscire a rompere il silenzio sull’omofobia nei media italiani. Aiutateci.
Elena Tebano

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