“Il gallismo ha contagiato Milano tocca ai politici dare l’esempio”

“Invitiamo tutti gli uomini che seguono il nostro blog ad esprimere la propria indignazione verso questo episodio. Troppi uomini non si rendono neppure conto dell’inciviltà di questi comportamenti”.

L’intervista – Eva Cantarella, studiosa del femminismo: la Moratti doveva essere più attenta prima di nominarlo assessore

di Oriana Liso

Eva Cantarella, docente di Diritto romano e greco antico in Statale e studiosa della condizione femminile, che cosa pensa della vicenda dell’assessore Massari?
“Appena l’ho letta ho subito pensato alla foto di Berlusconi che fa coloriti apprezzamenti su una crocerossina: abbiamo davvero politici che non si rendono conto dell’inciviltà dei loro comportamenti, né dello stile fuori dal mondo e dal tempo della loro concezione del rapporto tra i sessi, come se fossimo fermi al maschio latino. Insomma, sono uomini che pensano ancora che fare  –  nel migliore dei casi  –  apprezzamenti sulla scollatura di una signora sia un complimento gradito”.

Alcune donne hanno commentato che, in fondo, si riesce sempre a far capire se una avance non è gradita.
“Non è vero che tutte le donne sono capaci, o hanno la formazione culturale per reagire: la diplomatica norvegese deve aver trovato inconcepibile quel genere di approccio, e questo per me è motivo di vergogna, perché ancora una volta con gli stranieri abbiamo fatto una figuraccia”.

Massari avrebbe risposto al sindaco: ma io faccio sempre battute. A un amministratore può essere concesso questo atteggiamento?
“Tra i politici si è diffuso un senso di assoluta impunità, forse perché davvero hanno troppo potere. Io però resto convinta che chi ha una carica pubblica non si possa permettere atteggiamenti che non siano irreprensibili, perché  –  per quanto sembri assurdo dirlo  –  dovrebbe essere un esempio per i cittadini. C’è uno scadimento generale, e Milano si sta adeguando. Era una capitale morale e culturale. Oggi è una città degradata, in cui si sono persi i migliori fervori in cambio di vizi come, appunto, il gallismo elevato al rango di atteggiamento “normale””.

Riconosce delle colpe al sindaco Moratti, in questa storia?
“Noi giuristi parliamo di “culpa in eligendo” e “in vigilando”: il sindaco, che non è una sprovveduta, avrebbe dovuto fare più attenzione alla scelta della persona, informandosi sul suo carattere e valutandone la compatibilità con un ruolo pubblico. Poi, una volta a conoscenza di quelle accuse, avrebbe dovuto immediatamente togliere la fiducia all’assessore. Per permettere a lui di difendersi, ma soprattutto per tutelare l’istituzione Comune”.

da la Repubblica – 7 giugno 2010

3 thoughts on ““Il gallismo ha contagiato Milano tocca ai politici dare l’esempio”

  1. Come si può pensare che un apprezzamento pesante o una molestia sessuale sia da noi gradito? Dicesi vis grata puellae ancora presente in italia?
    Siamo fermi al medioevo e la cosa + vergognosa è che questa mentalità ce l’ha chi invece dovrebbe cambiare le cose: il governo..

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  2. Come si può pensare nel 2010 che una molestia sessuale o un’apprezzamento volgare sia gradito dalle donne?
    Vis grata puellae?
    Ma possibile che in italia proprio chi dovrebbe cambiare la cultura si macchia di comportamenti del genere? nn nbe verremo mai fuori dalla cultura dello stupro

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    • Cara Mary,

      hai proprio ragione, è avvilente il constatare, ogni santo giorno, il livello di sub-cultura che si esprime con questi comportamenti, come in quelli descritti come “normali” nell’intervista di ieri su Repubblica dal Ministro Lunardi, con una ingenuità, un candore, che lasciano esterrefatti.
      E, dopo l’avvilimento della constatazione di questa realtà, così distante da noi, così sideralmente distante da ciò che ci è stato insegnato, trasmesso, passato più con l’esempio che con le prediche, arriva il pessimismo sulle possibilità di riscatto, ad ogni nuovo episodio, denuncia, notizia, abuso, violenza, mancanza di rispetto.
      “il sonno della ragione produce mostri” dichiara Goya in quel suo superbo quadro.
      Noi, cerchiamo di applicare, nel nostro piccolo, ma grandissimo impegno quotidiano, l’ottimismo della volontà,
      dopo aver esercitato il pessimismo della ragione.
      Sandra

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