L’imbroglio rosa del TG1

di Paola Ciccioli
C’è un imbroglio al femminile dietro la decisione del direttore del Tg1 Augusto Minzolini di oscurare la conduttrice Tiziana Ferrario e in pratica costringere Maria Luisa Busi a non apparire più in video per ragioni professionali assimilabili all’obiezione di coscienza. Via Ferrario e Busi, dentro Susanna Petruni e Laura Chimenti. Sono due donne, no? Due professioniste. Che accidenti volete? Ma quali epurazioni: le pari opportunità sono rispettate, lasciatemi lavorare, sperimentare, innovare, si affanna a dichiarare ai quotidiani il direttore del primo telegiornale del servizio pubblico. Ed è qui l’imbroglio, valido in alcuni casi anche per la carta stampata (e chissà per quanti altri mestieri diversi dal giornalismo).  Il termine imbroglio è troppo forte? Bene. Parliamo allora di “non detto”. In tutte le cronache e i commenti che ho letto in questi giorni riguardo alle dimissioni dal video di Maria Luisa Busi non ho trovato citate parole molto eloquenti pronunciate (anzi, scritte) da Giulio Borrelli nel suo libro “Le mani sul Tg1 – Da Vespa a Minzolini, l’ammiraglia Rai in guerra” (Coniglio Editore), nelle librerie dal 28 maggio. Eppure bastava cliccare sul sito dell’Espresso e leggere l’ampia anticipazione di questa  “inside story”, racconto fatto dal di dentro, visto che Giulio Borrelli del Tg1 è stato addirittura direttore, mentre ora dirige l’ufficio di corrispondenza Rai di New York.
Eccone un passaggio: «Uno dei fatti più discussi avviene nel luglio 2003 in occasione dell’apertura del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea. L’inviata Susanna Petruni (…) confeziona un servizio in cui non si sente il Cavaliere che dà del “kapo’” a un eurodeputato tedesco che lo critica. Una scelta clamorosamente diversa da quella dei Tg di quasi tutto il mondo. Il direttore la difende, così come giustifica che, durante il discorso di Berlusconi all’Assemblea generale dell’Onu, in un’aula pressoché vuota, la Petruni abbia usato, nel montaggio, le immagini dell’affollata platea che seguiva il precedente intervento di Bush. Per non lasciar solo il povero presidente del Consiglio italiano, l’aula è stata riempita con un falso». Falso. Parola netta, inequivocabile. La televisione parla anche (soprattutto) con le immagini. Come può una professionista, dipendente di un servizio pubblico, alterare in modo così evidente la realtà? E perché lo fa? Quali sono state le conseguenze della grave scorrettezza deontologica commessa durante la direzione di Clemente Mimun, ora alla guida del Tg5?  «Mesi dopo Petruni viene messa a condurre l’edizione delle 13,30», scrive ancora Borrelli nella sua inside story. Oggi è vice direttrice con delega agli speciali e conduce il Tg1 nell’edizione di massimo ascolto. «I nuovi volti femminili del Tg1 appaiono (e sono) rassicuranti e sorridenti. Nelle riunioni, assicurano i colleghi, non hanno motivi di apporsi al direttore Minzolini», ha scritto Paolo Conti sul “Corriere della sera”. Il suo flebile commento non basta, non è sufficiente. Conti sa, anche perché si occupa di televisione, dei montaggi ritoccati di cui scrive Giulio Borrelli nel suo libro. Anche quella del giornalista del Corriere è una omissione che va ad arricchire il quadro di spallucce, mezze verità, alterazioni, silenzi da cane non morde cane che sviliscono (e tradiscono) la professionista di giornalista.

2 thoughts on “L’imbroglio rosa del TG1

  1. Sono donne con le palle.

    Hanno il coraggio di dire cio’ che pensano, rischiando del loro.

    Sarei felice di stringere Loro la mano.

    Tutta la mia collaborazione quando sara’ necessario!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. Caro Riccardo,

    grazie per esserti preso il tempo di scrivere il tuo apprezzamento. Desidero, però, farti notare che definire questo tipo di donne (immagino tu inserisca anche noi di “donne della realtà” nell’apprezzamento) “con le palle” è uno di quegli scivoloni, di cui, in assoluta buona fede, perfino i migliori nostri amici, compagni, mariti, leali alleati, non si rendono conto.
    Significa che “il coraggio di dire ciò che pensano, rischiando del loro”, nella tua mente, ce l’ha chi ha le palle, e chi…….ha le palle ? un uomo !
    L’equazione è talmente spontanea da farmi sorridere.
    Lo sottolineo solo perchè, come fa sempre notare Chiara Volpato, il cambiamento culturale comincia dal linguaggio e bisogna fare molta attenzione a non riprodurre meccanismi triti e maschilisti.
    Tante donne, sempre più donne, hanno sempre avuto coraggio, ce l’hanno ogni giorno, nei gesti della vita quotidiana, come nei momenti più duri e faticosi. Ma non perchè “ci sono donne con le palle”. Semplicemente perchè non è in quelle “parti basse” che risiede l’intelligenza e la capacità di difendere la propria dignità, ma nei loro cuori e nelle loro menti. Esattamente come per i tanti uomini, sempre più uomini, con cui ci piace confrontarci, dialogare, conversare.
    Sandra Covre, “donne della realtà”

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