La Carfagna si scusa con il mondo gay: grazie alla Concia ho superato diffidenze

Il ministro: ho capito la vostra ricchezza. La deputata pd: gesto raro

di Alessandra Arachi Corriere della Sera del 18 maggio 2010
ROMA — Paola Concia ha tirato fuori qualche lacrima: «Il Quirinale. Il presidente della Repubblica, questo presidente: Giorgio Napolitano. Sì, alla fine questa giornata così istituzionale mi ha proprio emozionato». Mara Carfagna è rimasta algida, ministeriale l’accento con il quale ha letto il suo discorso davanti al capo dello Stato. Ma alla fine è stata lei, il ministro delle Pari opportunità, ad emozionare gli animi. A scaldare il clima. I cuori.
Già, nella Giornata contro l’omofobia celebrata ieri con grande cerimonia al Quirinale, il ministro Carfagna ha fatto mea culpa per quanto aveva detto contro gli omosessuali, un paio di anni fa. «Ha chiesto scusa. Ha ammesso di essere stata guidata da un pregiudizio», ha raccontato, raggiante, Imma Battaglia, storica leader delle associazioni omosessuali. Paola Concia si era già asciugata le lacrime.
Erano in tante le rappresentanti delle associazioni omosessuali ieri, per la prima volta raccolte tutte insieme al Quirinale: Arcigay, Arcilesbica, Circolo Mario Mieli, Di gay project, Mit, Agedo, Famiglie Arcobaleno, I-kan, Rete Lenford, Gaylib. Non era mai successo.
Il ministro Carfagna ha tirato fuori il suo discorso e si è messa a leggere, seria seria. È stato quasi all’inizio del suo intervento che, senza esitare, ha detto: «Consentitemi un pensiero particolare all’onorevole Anna Paola Concia alla quale sono grata per l’impegno e la delicatezza che ha speso per farmi conoscere la ricchezza del mondo associativo qui presente, con tutte le sue sfumature…». Appena insediata, un paio di anni fa, il ministro Carfagna si era scagliata con molta decisione contro le associazioni omosessuali: le avevano chiesto il patrocinio per il Gay Pride, il corteo tradizionale e annuale di tutti gli omosessuali d’Italia. E lei lo aveva rifiutato, con sdegno.
Acqua passata. Decisamente. Perché, sempre rivolta a Paola Concia, unica omosessuale dichiarata rimasta nel Parlamento italiano, Mara Carfagna ha usato parole di ringraziamento. Con grande enfasi, «per avermi aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato ».
Paola Concia ha raccolto scuse e ringraziamenti, con gioia. «Non è usuale che un ministro si scusi, nel nostro Paese», ha detto l’onorevole del Pd, lei che aveva fortemente voluto questa giornata celebrata al Quirinale. E ha poi aggiunto: «Effettivamente ben altri ministri in Italia avrebbero motivo di scusarsi con gli italiani. Mara Carfagna lo ha fatto, usando queste belle parole». Sono molti mesi che Paola Concia e Mara Carfagna hanno modo di lavorare insieme. «Lei mi ha sempre ascoltato», confessa con orgoglio Concia, aggiungendo: «Le ho spiegato come andavano le cose nel nostro mondo e lei mi ha seguito».
Una coppia decisamente strana quella di Mara Carfagna e Paola Concia. Ma che al lavoro funziona, garantisce ancora lei, la deputata omosessuale. «In più occasioni la nostra collaborazione ha portato buoni frutti. Della campagna contro l’omofobia, ad esempio, abbiamo parlato tanto e poi l’ha fatta. Sulla legge contro l’omofobia, della quale sono relatrice, il ministro Carfagna si sta impegnando a lavorare con me. Quando si riesce a lavorare insieme è sempre un bene per tutti. Adesso aspettiamo di ottenere risultati concreti».

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