Ci scrive Chiara che ha 21 anni: «Le mie coetanee hanno poca voglia di lottare»

La lettera di Chiara, una studentessa ventunenne di Storia, ci parla di coscienze sopite e di sguardi differenti sul futuro.

«Leggendo la sezione del blog “chi siamo” non ho potuto far altro che annuire. Annuivo con un misto di rassegnazione e di rabbia. Purtroppo è verissimo, certi modelli di donna sembrano essere scomparsi dai mezzi di comunicazione. La realtà però è ben differente. La realtà è composta da donne che studiano, lavorano, studiano e lavorano. Io sono giovane, ho 21 anni, ed esigerei un futuro, anzi un presente, all’altezza delle mie aspettative. Un presente di pari opportunità. Una parità che sia sinceramente sostanziale, non solo formale. Pare però che ultimamente anche la forma lasci a desiderare, non solo la sostanza.
Quello che mi preoccupa maggiormente è però un altro punto di vista, se così si può dire, della problematica. Temo che le mie coetanee abbiamo poca voglia di lottare per un cambiamento reale. Forse la voglia è solo sopita. Molte credono che ormai la parità ci sia, magari non perfetta, ecco. Pretendere di più? Troppo faticoso forse. O forse sono inconsciamente condizionate dal velinismo dilagante. Il modello proposto è unico; quel modello indica la strada più facile da percorrere per “arrivare” (non si sa bene dove poi).
Credo che questo blog sia di grande, enorme utilità; questo come altri, come le iniziative organizzate da “Donne in quota”. Per noi giovani è importante avere dei punti di riferimento che possano aiutarci a maturare una certa coscienza e conoscenza. Credo siano i fondamentali punti di partenza per una azione incisiva nella realtà.
Io studio storia. È una disciplina piuttosto maschile se permette. Perlomeno vedo che determinati argomenti, quali la politica o le relazioni internazionali, spaventano le studentesse. Quasi non ci si sentisse all’altezza di affrontare determinate tematiche. È vero che le donne sono state escluse per molti secoli dalla dimensione civile; ora però le cose sono o dovrebbero essere differenti. Io da parte mia cerco di non avere remore e di non precludermi nulla».

Una Risposta

  1. ciao, io ho 23 anni e mi rendo conto che quello che dici tu è verissimo. Anch’io ho avuto la sensazione che le nostre coetanee siano un po’ superficiali su questo. Forse ci crediamo emancipate, più emancipate delle nostre nonne ma al contrario di noi, loro erano consapevoli di subire un sopruso e unite da una sorellanza femminile hanno cercato di cambiare le cose.A me sembra invece che oggi si cerchi di inseguire l’accorto suggerimento di sposarsi uno ricco rinunciando alla propria unicità ed indipendenza.
    Mi sono avvicinata a questo problema grazie ad un corso universitario in cui erano presenti due responsabili di questo blog, è stato veramente interessante parlare di questo tema per me. Entro spesso in questo sito e leggo interventi di donne grandi, già formate. E’ raro trovare l’intervento di una ragazza giovane che si esprime a proposito.
    Se può farti piacere saperlo siamo già in 2 a pensarla così.

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