Né straniera, né italiana: sono soltanto me stessa

Valentina Gonsal ha 23 anni ed è nata in Italia da genitori dello Sri Lanka. Con lei, che ha un ruolo di manager nell’emittente Sri Tv, apriamo il nostro blog alle testimonianze delle immigrate e delle loro figlie, che devono affrontare una doppia difficoltà di affermazione, come donne e come “straniere” anche se, come nel caso di Valentina, sono nate e cresciute nel nostro Paese.

Nella vita di ogni donna si nasconde un fascino che nessuno potrà mai capire.

Per cominciare il racconto della mia vita avrei bisogno di così tante parole che alla fine si disperderebbero nell’aria, come polline in primavera. Sono tante le donne che mi hanno insegnato a essere una donna, ma una fra tutte è mia madre, con il suo coraggio e la sua forza mi ha insegnato a rispettare il valore che abbiamo e a sognare ogni giorno della mia vita… mi ha insegnato che è con i sogni e le ambizioni che si raggiunge la felicità.

Siamo donne dello Sri Lanka, un paese asiatico che la filosofia buddhista ha reso magico, una magia che però forse è solo l’illusione di tutti quei turisti che la cercano e alla fine non si rendono conto che è dentro di loro. Mia madre, donna indipendente e ambiziosa, è voluta scappare dal suo paese per venire in Italia alla ricerca della libertà a cui lei tanto ha aspirato, presto sono venuta io, e molti dei suoi progetti, come molte donne, li ha dovuti accantonare nel suo cuore.

Sono nata a Milano, da entrambi genitori dello Sri Lanka,e la mia vita è sempre stata un continuo cambiare di case, scuole. Finché alla fine, dopo il divorzio dei miei genitori, io e mia madre ci trasferimmo a Roma. È stato lì, nella fase della mia adolescenza, che cominciai a capire quanto sia difficile per una donna, specialmente straniera, riuscire a realizzare i propri sogni e non arrendersi mai. Eravamo sole e mia madre lontana dalla sua comunità, per non dover assistere al giudizio della gente. Ho sempre visto che di fronte alle avversità lei non si è mai arresa, e mi ha insegnato a non sentirmi diversa dagli altri, ma speciale, perché ognuno di noi ha così tanto da offrire.

Non ho mai avuto paura di affrontare la vita, perché l’ho sempre vista come una sfida. Ho sempre studiato tanto in modo da poter raggiungere un tipo d’indipendenza tale, da rendere orgogliosa mia madre e mio padre. Per far capire loro che una figlia di stranieri può diventare ciò che vuole anche quando tutto il mondo non te lo permette.

Nel momento in cui mia madre decise di tornare in Sri Lanka, mi sono trovata sola, qui, in Italia, il mio paese, ma che allo stesso tempo non mi appartiene. Mi si chiede spesso cosa io pensi delle mie origini e se io mi senta italiana o srilankese… è sempre stata una domanda difficile a cui spesso non ho mai dato una risposta, sono dovuti passare diversi anni, e un periodo lungo trascorso in Sri Lanka, per poter dare finalmente una risposta… una risposta semplice e ovvia. Io non mi sento straniera né italiana, ma sono me stessa, e lo sarò ovunque andrò. Modernità e tradizione fanno parte di me e non appartengo ancora ad un posto preciso, perché anime come le mie che sono ghiotte di libertà non trovano mai una collocazione giusta in questo mondo, piccolo ma allo stesso tempo grande, e vario.

Per essere una donna srilankese, sono orgogliosa della cultura millenaria che ho nel mio passato, e di appartenere ad un paese in cui la donna è simbolo di maternità e amore. Per essere una donna italiana, sono orgogliosa della cultura altrettanto millenaria, ma di vivere con donne che hanno lottato per la loro libertà, e che vivono in un paese in cui, in confronto con lo Sri Lanka, dà loro la possibilità di essere ciò che vogliono.

Ora a 23 anni, sono il responsabile europeo della rete televisiva dello Sri Lanka, e spesso sento molti uomini e donne che si complimentano con me, perché è al dir poco inverosimile che una donna srilankese, asiatica, sia il manager di Sri Tv, il mezzo più diretto per venire a contatto con la comunità srilankese di tutto il mondo. Molte donne, dicono che sono un esempio per loro di come i sogni anche se molte volte impossibili si possano realizzare. Mi raccontano di aver dato loro la voglia di credere in se stesse e che Sri Tv sia esempio di civiltà e modernizzazione.

Quando queste donne si rivolgono a me, con tanta ammirazione, non posso far altro che portare il mio pensiero a mia madre, che è stata lei a darmi la voglia di lottare e di non aver mai paura di essere una donna, ma di lottare per tutte coloro che non hanno modo di dar vita alla loro voce, a volte disperata e che chiede libertà… un sentimento ovvio per molte di noi, ma che per molte donne, lontane e vicine, è un sogno a cui aspirare.

Lottare per ciò che siamo, è quello a cui ho dedicato la mia vita e spero che molte donne leggendo queste brevi righe possano trovare il coraggio… di vivere.

Valentina Gonsal

8 Risposte

  1. Cara Vale!
    leggendo il tuo racconto m’hai fatto commuovere davvero…sono parole che molto spesso ho sentito dire da te faccia a faccia, ma ogni volta mi dai un’emozione diversa…forse perchè traspare sempre di più la tua forza, il tuo coraggio e la voglia di non fermarti mai!!!Continua così Vale, perchè le donne vengono viste spesso come deboli, magari solamente perchè sono in grado di piangere, ma dietro quelle lacrime c’è un grande coraggio, quello di andare avanti e di afferrare la vita con le gioie e le difficoltà che ti presenta e ti presenterà…
    La vita è un esame continuo, una lotta continua che solo affrontandola a testa alta si potrà dire averla vissuta con dignità!
    Un abbraccio Vale,
    Katy

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  2. Vale!
    E’ veramente bellissimo!!!
    Sono davvero contenta per te e per tutto quello che hai ottenuto in questi anni, grazie alla tua forza e alla tua volontà che io ammiro tanto.. sei stata sempre e continui ad essere un mio grande punto di riferimento, perchè il tuo esempio e il tuo carattere mi hanno dato e mi danno ancora la forza in tanti momenti difficili..
    Io che ti conosco da tanto tanto tempo, so che ogni parola scritta in questo articolo viene veramente dal tuo cuore!
    Non posso che farti tanti complimenti e sperare che andando avanti otterrai sempre di più, perchè te lo meriti!

    Chiara

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  3. Cara Valentina, mi chiamo Shir, io sono nata e vivo tutt’ora in Italia, mio padre è ebreo tripolino e mamma israeliana, io anche sto passando dei bruttissimi momenti e cosi in particolare mia sorella che lei diversamente da me è nata in israele ma è venuta in italia quando aveva 11 mesi… sono davvero felice di sapere che si possono superare milioni di difficoltà soltando sognando la libertà e con la speranza che arde nel cuore, io anche non mi sono mai sentita ne italiana ne straniera, adesso grazie a te so anche io la risposta… io purtroppo non ho avuto un modello femminile da cui prendere esempio e apprendere, per molto tempo, fra il razzismo e il maschilismo che ho dovuto subire non avevo gran voglia di gridare che ero fiera di essere donna…nn saprei oggi cm oggi definire che tipo di donna sono, so solo che da quando sono diventata mamma di una bellissima bambina be li ho capito di quanto ha valore una donna!! e ora o grido al mondo di essere fiera di essere una donna! Grazie per la tua testimonianza, e per avermi messo un po più di coraggio e fiducia, il mio più grande sogno è proprio di essere quella mamma di cui mia figlia prenderà spunto ed esempio proprio come tu con la tua, e anche se non ho la minima idea di come si fa, ci metterò tutto l’impegno e l’amore di questo mondo!

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  4. Bhè che dire.. è stupendo quest articolo.
    Più leggevo e più pensavo a me! Spesso mi sono capitate anche a me domande a cui non riuscivo a rispondere forse per paura di essere incompresa o forse perchè una risposta non ce l’ho nemmeno io.
    So solo che noi siamo queste..nè straniere e nè italiane! Diciamo una via di mezzo che ci fa di noi uniche perchè te nei tuoi 23 anni ed io nei miei 18, abbiamo saputo vivere in modo equilibrato le due culture.
    Come tu sai bene è stato difficile far capire agli altri i nostri pensieri perchè spesso siamo state soggette di pregiudizi sia degli asiatici che degli italiani. Ma per fortuna siamo riuscite a farci valere.
    E cara vale…ti dico che sono contentissima per te che stai qui a scrivere e ad esporti …sei un esempio per tutte noi!
    Un bacione!

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  5. Ciao vale….sarà stata una sensazione ma a 12 anni quando ci siamo conosciute sapevo già che nel tuo futuro c’erano tanti traguardi…oppure sarà stato che hai sempre avuto una forza immensa nell’affrontare la tua vita…ogni volta che pensavo a te ti pensavo come la mia amica della musica…ne abbamo sentita talmente tanta insieme che ci ha aiutate a stringere un legame particolare che non ho dimenticato a distanza di anni…non ostante tutto la diversità che tanti affermano secondo me non esiste…noi eravamo così profondamente uguali e vicine che il completarsi era inevitabile…si può essere stranieri in casa propria come a volte mi capita e si può essere in famiglia nel mondo…l’importante è non essere stranieri per se stessi…perché è da ognuno di noi che parte tutto…complimenti per il tuo articolo…davvero complimenti…e che la tua strada possa essere piena di traguardi come questo…un bacio Paola

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  6. […] This post was mentioned on Twitter by meggy. meggy said: Nè straniera, nè italiana :solo me stessa http://bit.ly/cgRVpz […]

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  7. Valentina,

    In noi donne c’è il seme della vita e della tolleranza. Coltiviamolo e propaghiamolo. Darà frutti.

    Chiara Faglia, cittadina del mondo

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  8. Salve Valentina sono Romesh. Adesso sono ad Arezzo.
    Puoi mandarmi il tuo email?
    saluti.

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