In Francia la sinistra che vince ha il volto di tre donne

La socialista, la verde e la comunista ecco le donne che fanno tremare l’Eliseo

da Repubblica del 22 marzo 2010

PARIGI – La sinistra che vince ha il volto di tre donne: Martine Aubry, Cécile Duflot, Marie-George Buffet. Una socialista, una verde, una comunista. Forse è un caso, forse no, ma la realtà è questa: la “gauche” vittoriosa alle regionali s’ incarna al femminile. Niente veline, niente corpi esposti più o meno maliziosamente e niente femminismo. Le tre fanno come se fosse normale che alla guida delle tre formazioni ci sia una donna. Ma è normale solo sulla carta: a parte l’ eccezione notevole di Angela Merkel, la politica occidentale resta dominata dagli uomini, perlomeno nei grandi Paesi e in particolare in quelli latini.

La Francia, finora, non aveva fatto eccezione, tanto che in parlamento le donne rappresentano solo il 18,9 per cento di deputati e senatori, ancor meno che da noi (21,3 per cento). Aubry, Duflot e Buffet, tre nomi che dicono moltoe poco. La Aubry, figlia di Jacques Delors, è certamente la più conosciuta: giovane ministro con François Mitterrand, è stata uno dei pilastri del governo Jospin (1997-2002), l’ architetto delle 35 ore, provvedimento le cui conseguenze sono ancora oggetto di feroci contese. La comunista Buffet, anche lei ministro con Jospin, tenta da anni di tenere a galla un Partito comunista ridotto al lumicino e rinvigorito alle regionali grazie all’ alleanza con un gruppo di ex socialisti. La più giovane è la meno nota e la più sorprendente: segretaria dei verdi, Cécile Duflot è riuscita a fare della formazione ecologista un gruppo capace di stabilizzarsi sopra il 10 per cento dei voti e di attirare quell’ elettorato che da anni cerca un punto d’ approdo fra il Ps e la destra.

Questa settimana, le tre leader hanno dato una lezione a tutti: in poco più di ventiquattr’ ore hanno raggiunto un accordo per unire la sinistra ai ballottaggi (con qualche eccezione non determinante). Perché erano donne? Forse no. Ma perlomeno perché hanno capito, forse più dei loro colleghi maschi, che la “gauche” non può vincere lasciando per strada anche una sola delle sue componenti, che i socialisti, sia pur predominanti, devono tener conto degli altri. Nell’ unica conferenza stampa congiunta delle tre donne, la Duflot ne ha dato atto alla segretaria socialista: «Parlo francamente: finora Martine non ha mai fatto con me un atto di autorità. È per questo che le cose funzionano. Speriamo che non ricada nelle vecchie usanze». Tre donne e una candidata unica alle presidenziali? Anche se non lo dice, Martine Aubry lo spera, malgrado sia forte nei verdi la tentazione di avere un proprio rappresentante al primo turno. E in ogni caso tutte e tre dovranno fare i conti con un’ altra donna, Ségolène Royal, che non ha rinunciato alle sue ambizioni. – DAL NOSTRO CORRISPONDENTE(g. mar)


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