Le Donne della Televisione – un articolo di Wally Festini

foto di Liliana Barchiesi

Mettiamoci dal punto di vista maschile: la bellezza e l’immagine sono tutto. Allora le donne rappresentate in TV si dividono in 3 categorie: le divine,  le gradevoli, le donnedellarealtà.

LE DIVINE sono già dotate di carrozzeria superlativa da Madre Natura. Quelle gambe chilometriche non te le confeziona certo il chirurgo estetico. Sono giovanissime e i nuovi modelli spiano già da dietro le quinte. Possiamo pensare che il volto perfetto sia la bellezza dell’asino. Ma le tette no. Le tette il fascinoso chirurgo le ha staccate da un corpo più tozzo e più prosperoso e gliele ha incollate al posto giusto. Belle sì, eccessive sempre. A pensar male vengono in mente le stravaganze delle trans, con rispetto per loro. Ma forse è tutta invidia.  Che poi le divine farebbero la loro bella figura anche con un abito dei grandi magazzini. Invece no. Abiti da sera luccicanti e colorati sembrano fatti di proposito per sottolineare le loro grazie. E  pencolano pure sui tacchi a spillo. Quelli con i quali fai tre passi ma che  per camminare li butti. Così le gambe sembrano ancora più lunghe.  Non basta. Il trucco, le luci, il bravo regista fanno il resto, se mai ci fosse qualcosa da aggiungere. Non sarò mai come loro, pensa la spettatrice ammirandole ed odiandole. Ma la mela avvelenata è in agguato. Ecco che qualche trasmissione di gossip cattivello le riprende in spiaggia con la luce sbagliata. E la cellulite delle divine umiliate finisce pure in Internet. La TV minaccia: attenta, bambina, io ti ho creata e io ti distruggo.

LE GRADEVOLI comprendono tre gruppi: le giovani non bellissime, per lo più giornaliste o conduttrici, le divine non più di primo pelo, le ex-cantanti, ex-attrici, ex-star televisive di età avanzata. In questo caso il look accattivante è garantito da un pezzo di tetta in vista, dal vestito giusto, dal trucco sapiente, dalla pettinatura furba e dal solito regista, più mago del primo, che tra studio, luci e riprese ce la mette tutta per renderle belle. E ci riesce egregiamente. La spettatrice si rasserena e le guarda speranzosa. Beh, se la cantante ottantenne fa ancora la sua figura anch’io posso farcela. In questo caso non è solo la bellezza – mai posseduta o  sfiorita – ma sono intelligenza, verve e vitalità a renderle belle. Ahimé, qualcosa sfugge al rigido controllo estetico-anagrafico della TV sulle donne. Forse non se ne sono accorti. Diciamocelo sottovoce.

LE DONNEDELLAREALTA’ comprendono due categorie: quelle intervistate per strada e quelle invitate in TV. Non si capisce perché, all’apparenza,  quasi nessuna di costoro sia stata graziata da Madre Natura. Eppure le divine vengono dal popolo.  Qui le gambe si accorciano, i sederi debordano, le tette sono magari grandi ma non belle, gli occhi sono marron e i capelli del colore sbagliato. Quelle intervistate per strada sono anche spettinate, chissà perché tutte con la crescita e senza trucco. Sono colte in flagrante nel momento peggiore e pure l’eloquio italiano pencola. Forse non volevano essere intervistate. Ma poi l’orgoglio di finire in TV e la probabile invidia delle vicine le ha indotte  in tentazione. Oppure è colpa del regista che vuole dimostrare che quella è proprio la “ggente”, genuina, spontanea, senza trucchi. Peggio risulta, meglio è, come quando nel cinema si fingono le riprese amatoriali e allo spettatore gira la testa. Fatto sta che l’intervistata gongola ad essere ripresa in TV comunque. Ma se si vedesse forse gongolerebbe di meno. Anche a lei farebbe piacere far parte delle “gradevoli”, perché no? E basterebbe poco.  Portarla in casa, nell’angolo migliore, o al bar, darle una pettinata e una passata di cipria. Soprattutto fornirle un operatore furbo. Le telecamere, si sa, fanno miracoli. La guardi e pensi a quanto è brutta. Ma  poi ti penti di un pensiero tanto maschilista – siamo o non siamo vittime consenzienti? – e ti dici che la fanno apparire più brutta del necessario. Per loro, per la televisione, lei è un numero, una signora Maria qualsiasi.

Le donnedellarealtà invitate a trasmissioni – solitamente di basso profilo – cercano disperatamente di rientrare nella categoria delle gradevoli. Eppure non ci riescono. La pettinatura sembra confezionata dal parrucchiere sotto casa in stile anni 50.  Magari è stata la parrucchiera dello studio a infierire su di lei perversamente. Chissà. Il trucco è esagerato e maldestro. Il vestito è quello della domenica,  bello non c’è che dire. Ma lei si aggira impacciata, rimpiangendo la vestaglietta. Le scarpe col tacco le ha portate solo al matrimonio e si vede che i piedi le fanno male. Insomma, volendo, qualsiasi donna può essere resa gradevole. Ma la televisione non vuole. Bisogna vendere “sogni” o illusioni o finzioni. Altrimenti il mercato non tira. Bisogna spacciare ansia. E la donnadellarealtà appare una popolana travestita. Il gap tra lei e le divine, ma anche le gradevoli, appare evidente. La spettatrice si immalinconisce di fronte a tanta bellezza inaccessibile e a tanta bruttezza imprescindibile. Chiede tristemente allo specchio lei dove si colloca.  Forse compera creme che promettono miracoli. O acquista vestiti e scarpe come quelli delle divine che lei non metterà mai. Magari si consola, se è fortunata e ha un marito innamorato, pensando che lui la desidera ancora ed essere divine non è poi tanto importante. O forse no. Si attacca alla bottiglia di grappa per tirarsi su. Lo fanno in molte.

Wally Festini
(psicoterapeuta e scrittrice)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...