«Le donne votano dal 1946 ma la Carfagna non lo sa»

di Silvia D’Onghia

«La prima occasione di voto per le donne furono le amministrative del 1946: risposero in massa, con un’affluenza che superò l’89 per cento. Circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali, la maggioranza nelle liste di sinistra. La stessa partecipazione vi fu per il referendum del 2 giugno. Le elette alla Costituente (su 226 candidate) furono 21 pari al 3,7 per cento». http://www.ilpost.it/2016/06/22/donne-1946-voto-maturita-2016/

Ieri avevamo titolato: “Dite alla ministra chi è la ministra”. Oggi aggiungiamo: dite alla ministra di studiare qualche data, tanto per non fare pessime figure planetarie. Sì, perché Mara Carfagna, in arte ministro per le Pari opportunità, a un esame di storia sarebbe bocciata senza appello. 8 marzo, “Punto di vista”, approfondimento delle 23 del Tg2.
In studio, oltre al conduttore, Maurizio Martinelli, la ministra Carfagna e Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. Si parla di donne, naturalmente, ma siccome è meglio non parlare della condizione femminile in Italia (sennò che festa sarebbe?), l’argomento è la legge sullo stalking. Ottimi risultati, per carità. Ma le chicche arrivano negli ultimi due minuti.

La ministra accenna: «Sacche di maschilismo ancora ci sono, ma le donne sono ovunque: al Governo, in Parlamento, ai vertici di Confindustria, persino tra i senatori a vita».
Chissà perché tutte le altre continuano a lamentarsi. Poi la Carfagna fa sfoggio della sua cultura: «In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960, fino al 1919 erano sottoposte ad autorizzazione maritale, il delitto d’onore è stato abolito nel 1980, la riforma del diritto di famiglia è del 1970».
Se non fosse per il ‘19, diremmo che non ne ha azzeccata una. Ministro, le donne in Italia (per fortuna) votano dal ‘46, la riforma del diritto di famiglia è del ‘75, l’abolizione del delitto d’onore dell’‘81. Ma, almeno per la Tv, non si potrebbe preparare un po’?
da l’AnteFatto del 10 marzo 2010

AGGIORNATO IL 2 GIUGNO 2017

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3 thoughts on “«Le donne votano dal 1946 ma la Carfagna non lo sa»

  1. è da più di 20 anni che le donne dei Centri antiviolenza si battono, poco ascoltate dai politici, sulla emergenza culturale che riconduce le donne ad una dimensione sempre più “ancillare”, ed ecco che una che ci ha saputo fare….come, ancilla., .pretende di dare lezione.La sua presenza nel governo è veramente paradossale e diseducativa .Non possiamo farci niente, ma almeno celo possiamo dire!

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  2. voglio segnalare, in aggiunta a questa “deprimente” figura della Ministra, la frase pronunciata dalla terza candidata alle Elezioni Regionali in Puglia, Adriana Poli Bortone: “Vuoi vedere che fra un ragioniere (il candidato del PDL Rocco Palese) e un diverso (il candidato Nichi Vendola), stavolta ai pugliesi può piacere una donna ?
    Il livello in cui si esprimono questi personaggi, così greve e offensivo, mortifica ancora una volta la nostra dignità……

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