Tutta colpa delle cattive maestre del ’68?

Vedete questa foto? È la sintesi di una corrente di pensiero, quella secondo cui, in fondo ma mica tanto, la donna che si mostra nella propria nudità (o quasi) in televisione e nella pubblicità altro non sarebbe che la figlia degenere del femminismo. A furia di gridare “io sono mia” o “il corpo è mio e lo gestisco io”, ecco qua cos’è successo: figlie e sorelle, compagne e mogli non pensano ad altro che a esibirsi, spogliarsi, offrirsi senza ritegno e vergogna. E dunque mentono, sapendo di mentire, tutte quelle donne che si sentono offese nel vedere le proprie simili usate come bambole smontabili, da rimettere nello sgabuzzino buio non appena le luci della giovinezza e dell’avvenenza si spengono.
Altro che stereotipi, una sciocchezza chiamare in causa il condizionamento dei modelli televisivi. Tutta colpa delle cattive maestre del ’68.Che ci sia qualcuno che la pensa davvero così è testimoniato, appunto, da questa immagine che abbiamo richiesto per il nostro blog ad Alessia Muroni, studiosa della Società italiana delle storiche, che l’ha mostrata all’università di Roma Tre il 20 novembre scorso durante un convegno dal titolo “Corpi nella storia politica dei corpi” (la fonte dell’immagine è indicata in basso a destra).
O, per fare un altro esempio, dall’articolo di Maria Novella Oppo, dal titolo “E C’E’ CHI NON SI PENTE MAI”, da L’Unità del 9 dicembre, che pubblichiamo a seguire.

E C’E’ CHI NON SI PENTE MAI
di Maria Novella Oppo
da L’Unità del 9 dicembre 2009

Pietrangelo Buttafuoco, un nome che è già un manifesto estetico, lunedì a L’Infedele di Gad Lerner interpretava l’intellettuale di destra. Gigioneggiando tra “spirito dionisiaco” e nostalgia dei tempi in cui c’era ancora “timor di Dio”, difendeva l’indifendibile volgarità maschilista di Berlusconi, mettendola in non si sa quale relazione con la liberazione sessuale del ’68. Quasi che essere libere, per le donne volesse dire farsi comprare dal potente di turno, per soldi o per fare carriera tra gli altri domestici della casa. Così Buttafuoco spacciava i suoi desideri reazionari per spirituale rimpianto di una femminilità inventata da uomini siculi come lui (…).

Alessia Muroni

6 thoughts on “Tutta colpa delle cattive maestre del ’68?

  1. Dare la colpa al femminismo è a dir poco una tattica sessista e integralista.
    Penso e ho sempre pensato che la colpa è proprio della tv, che come reazione al femminismo ha utilizzato alcuni simboli di emancipazione femminile (come la libertà sessuale e la minigonna) per poi utilizzarli e riappropiarsene a scopo sessista. Infatti minigonna e libertà sessuale si sono tradotti in accessorio per provocare sguardi maschili e disponibilità sessuale in termini di vera e propria mercificazione se non di subordinazione sessuale.

    In Italia si tende a dare sempre la colpa di tutto alle donne, perfino quando si parla di violenza maschile, allora la donna che prende botte dal marito appare come una masochista che si compiace ad avere a fianco l’uomo violento, la donna stuprata una donna che ha provocato con il suo abbigliamento succinto (e qui dobbiamo ‘ringraziare’ la percezione che la tv ha creato sulla gente a proposito dell’abbigliamento scollato)…ecc
    Così non si fa altro che fertilizzare l’humus della violenza e far ricadere tutto sulle donne è la scusa per sabotare una civilizzazione della nostra società.

    Mi fa rabbia sentire gente che vede la velina di turno a sculettare o fare un calendario, non solo è costretta xke se non fa così non avrà mai un ruolo in tv ma si sente anche chiamata troia da tutti. e come se un poliziotto vede una donna vittima del racket della prostituzione e l’arresta anzichè salvarla.

    "Mi piace"

  2. Molto interessante questo post, come gli altri…
    Un mio pensiero… credo che molte donne diano per scontati certi atteggiamenti. Pensano magari di essere femminili e di agire nel giusto, mentre invece sono atteggiamenti che sminuiscono ruolo e diginità. Non si rendono conto che si tratta di atteggiamenti semplicemente maschilisti.
    Io credo che alcune donne, sia chiaro non tutte, non si rendano realmente conto di come agiscono. Non voglio giustificare certe abitudini (scollature, nudità) ma vorrei invitare tutte quelle insegnanti, mamme, zie, sorelle, amiche che finalmente si sono risvegliate da questo incubo sessista, a proporre questi temi, a porre domande ogni volta che vedono una donna agire in stile maschilista/sessista.
    Ho capito tanti errori commessi, anche se a volte mi ribellavo e quindi, per questo, sono stata accusata di mancata femminilità. Mi ribellavo a certi stereotipi (donna=figli, donna=scollatura, donna=casa, donna=cucina, donna=pulizie, donna=sensibile, donna=empatia, donna=perdono). Sento ancora oggi il peso di tutto questo, credo dovuto alla mancanza di una educazione alla persona per cui sono responsabili le prime forme di socializzazione (famiglia + scuola) poi seguite dalla comunicazione mediatica, responsabile della mancanza di riflessione critica e obiettiva. Credo che se avessi avuto una mamma, una zia, un’isegnante che mi avesse fatto capire cosa significhi essere una persona, prima che una donna, la mia vita sarebbe stata diversa oggi e sarei stata più fiera del mio passato. Ogni giorno c’è un desiderio da parte di molti uomini di sottomettere le donne, da quando si entra in un negozio per comprare il pane a quando si svolgono attività lavorative, per non parlare poi all’interno di certe famiglie, dove la violenza è quotidiana. Notizia di oggi una ragazza di 14 anni abusata da quando ne aveva 5 dal padre, fratello e vicino di casa, per finire con l’incredibile notizia della compiacenza , pare, dalla madre. Questo accade aoggi 27 gen 2010 in Italia. Agghiacciante.
    Campagne adv, blog, pubblicazioni, ogni forma di comunicazione di risveglio dal sessismo credo sia benvenuta. Complimenti per il blog!

    "Mi piace"

  3. Pingback: Ci scrive la prof. Chiaretti da Venezia: “Manca un’assunzione di responsabilità” « Donne della realta's Blog

  4. Ma il discorso è questo : io purtroppo ho avuto una maestra alle elementare ke era una vera bastarda e con questo ho detto tutto, metteva maschietti contro femmine, li metteva vicini di banco e incitava le alunne a fare la spia se il maschietto vicino di banco copiava o li x li, è per questo che poi si odiano le donne, nella vita si rischia veramente di avere un disagio con l’altro sesso a causa di sti traumi infantili, e poi ci picchiava, si , alzava le mani sui bambini, è stato terribile, parlo tra l ’80 e l’85, in una scuola di piacenza, adesso, ke siamo diventati genitori ( ma non abbiamo superato il trauma, e l’odio rimane verso la categoria ) , di sicuro se la mia bambina venisse a casa a dirmi ke la maestra l’ha menata o rimproverata – ke danno farà un bambino di 7 anni ?- , be, io mi preoccuperei se fossi la maestra, andrei a scuola e le farei fare il perimetro della struttura scolastica, o l’autostrada contromano x un orecchio, ma minimo, sarei io il suo giudice, troppo comodo denunciarla, se la caverebbe con un licenziamento e un risarcimento di poche migliaia di euro, un gelato x un danno morale a un minorenne, mi auguro ke la mia bambina non incappi in una maestra si quel tipo ke ho avuto io, spero ke le istituzioni rimuovano dall’incarico certa gente da campo da insalata, e diano l’opportunità di avvicinarsi al mondo della scuola tutti quegli insegnanti , ke anche se non sono laureati, sanno cosa vuol dire avere a che fare con i figli degli altri, e soprattutto, se hanno problemi personali, li lascino fuori dall’aula ( la mia ex maestra era una zitella separata, probabilmente no n la faceva andare da tempo e si sfogava su di noi, ke tristezza…).

    "Mi piace"

Rispondi a liliana Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...