Gabriella Cims
“Rai ignora gli impegni assunti. Dal 27 giugno 2011, data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo contratto di servizio pubblico audiovisivo, sono infatti in vigore ben tredici impegni che abbiamo proposto e che Rai si è assunta per una rinnovata rappresentazione delle donne nei programmi trasmessi dalla tivù pubblica. Cosa ne è della loro applicazione? Come intende Rai darne attuazione, visto che –ad oggi- non pare si possa registrare quell’auspicato cambio di passo nell’uso dell’immagine femminile?”. È quanto domandano i sottoscrittori dell’Appello Donne e Media, chiedendo audizione al presidente della commissione parlamentare di vigilanza, On. Sergio Zavoli. Di seguito la loro lettera (more…)
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L’azione del Comitato Donne e Media riconosciuta dal parlamento e dal governo: firmato il Contratto di Servizio Rai con l’istituzione della Commissione per la tutela delle donne in Tv’. Cima: “Un rinnovato sforzo creativo per superare l’Audience perseguito svilendo la dignità delle donne”
Soddisfazione per la promotrice dell’Appello Donne e Media, Gabriella Cims, e per Key4biz che ha sostenuto via web tutta la campagna.
Un emendamento per tutelare l’immagine della donna in tv: la Commissione di vigilanza della Rai ha approvato l’istituzione di un Osservatorio che servirà a monitorare nella programmazione Rai la rappresentazione distorta della figura femminile. Il progetto era partito dalla radicale Emma Bonino che insieme all’associazione “Pari o dispare” e a un vasto e trasversale arco di donne impegnate nella politica, nel giornalismo e nella cultura (tra cui Tiziana Ferrario, Myrta Merlino, Miriam Mafai, Mimosa Martini oltre a Gabriella Cims e Pina Nuzzo dell’Udi) avevano proposto di creare un Osservatorio indipendente per monitorare la presenza femminile in tv ridotta a ruoli fissi: velina, “pupa”, cuoca a tutte le ore o vittima di violenza. L’emendamento è stato sottoscritto da oltre 70 parlamentari di tutti gli schieramenti politici.
Oltre gli stereotipi nei media: cominciamo dalla previsione nel contratto di servizio RAI di un Osservatorio indipendente sui programmi
Televisivo Vaticano, Gamaleri riprende tra l’altro l’affermazione di Elisa Manna che sarebbe da scolpire nella pietra: «Un Paese civile non rappresenta le sue donne come entraineuse». Sentito da Donne della realtà, il docente ci autorizza ad inserire il nome di Bianca Berlinguer tra le donne (poche) che hanno raggiunto livelli apicali nella nostra televisione pubblica. Nel suo intervento, infatti, la direttrice del Tg3 non compare perché l’articolo è stato scritto prima della nomina e così (cioè con questa omissione) è stato pubblicato sul periodico dei Senior Rai, Nuova Armonia. 




