Stellarum Opifice al Piccolo Teatro di Milano

Storia di una monaca: Virginia Galilei

Marco Carniti mette in scena dal 22 maggio al Piccolo Teatro Studio Stellarum Opifice, una pièce liberamente ispirata alle lettere di suor Maria Celeste al padre, Galileo Galilei.

Suor Maria Celeste, al secolo Virginia Galilei, nata nel 1600 dalla relazione illegittima di Galileo con Marina Gamba di Venezia, a soli tredici anni entra nel convento di San Matteo in Arcetri. Nonostante la sua condizione di suora di clausura, cerca per tutta la vita di instaurare un rapporto con il padre (more…)

Omofobia, l’amore va oltre la legge. Una giornata di emozioni a Lecce

17 Maggio 2013, IX Giornata Internazionale contro l’Omofobia. Il messaggio di Agedo Lecce: liberiamo le differenze!

agedo_leccedi Daniela Natale

Mentre i Tg nazionali ricordavano all’Italia intera di celebrare la Giornata contro l’ipertensione arteriosa, a Lecce, e per fortuna in molte altre città della penisola, venivano invece festeggiate le differenze (more…)

Milano: “La città delle donne e la partecipazione” – 4° incontro pubblico

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La presidente Rai e le donne in televisione: «Il sondaggio è parziale»

Anna Maria Tarantola

Ieri abbiamo pubblicato la lettera di DonneinQuota che chiedeva alla presidente della televisione pubblica che fine avesse fatto il monitoraggio sulla presenza delle donne nei programmi, oggi la parola passa alla scarna risposta di Anna Maria Tarantola:

Gentile Donatella Martini,
il sondaggio del novembre 2012 è un sondaggio parziale e di tipo sperimentale da me voluto, a seguito del quale è stata avviata una rilevazione sistematica e completa. Non appena i dati saranno disponibili sarà  mia cura farglieli avere e pubblicarli sul sito Rai.
Cordialmente,
Anna Maria Tarantola

Rai e immagine femminile: quando ci dite com’è andato il monitoraggio?

di Maria Angela Bonas

Questa è la lettera di DonneinQuota per sollecitare la RAI a pubblicare i dati relativi al monitoraggio, effettuato dall’osservatorio di Pavia,  dei programmi sotto il profilo di una rappresentazione dell’immagine femminile: informazione importantissima visto l’impatto dei mezzi di comunicazione sulla cittadinanza, in considerazione del ripetersi di violenze nei confronti delle donne.

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Milano – Incontro pubblico con Vandana Shiva: “Il futuro della terra nelle mani di chi?”. Giovedì 16 maggio

vandana shivaUniversità di Milano-Bicocca
Giovedì 16 maggio 2013, ore 15
Aula Magna, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

Incontro pubblico con Vandana Shiva:
“Il futuro della terra nelle mani di chi?”

Le Università per Expo 2015

Vandana Shiva, economista e attivista indiana, sarà all’Università di Milano-Bicocca per discutere di sostenibilità ambientale, economica e sociale, nell’ambito degli Expo Days.

La sostenibilità ambientale, economica e sociale è strettamente legata alle modalità con cui vengono utilizzate le risorse naturali della Terra. Tali modalità sono differenziate a seconda che l’obiettivo sia quello di un utilizzo mirato anche alla perpetuazione delle risorse o se, invece, sia finalizzato alla massimizzazione del profitto immediato, a prescindere dalle conseguenze sul territorio e sulla popolazione, nel breve e nel lungo periodo (more…)

L’Unione femminile mostra il suo storico cammino

Foto di Gianni Berengo Gardin

Foto di Gianni Berengo Gardin

di Angela Maria Stevani Colantoni*

L’Unione Femminile – che diventerà Nazionale nel 1905 quando altre sedi sorgeranno in varie città italiane, da Udine a Catania – nasceva a Milano nel dicembre 1899 da un gruppo composto da undici donne, appartenenti a quella borghesia colta milanese, che potrebbe definirsi laica, illuminata e progressista; tra esse spiccavano Ersilia Bronzini Majno, Nina Rignano Sullam, Yole Baragiola Bersellini, Ada Negri. Nel Comitato promotore c’erano anche tre uomini, il pittore Giuseppe Mentessi, il culture di diritto internazionale Gaetano Meale e il banchiere Alberto Vonwiller, in memoria della moglie Edvige Gessner da poco scomparsa, forse la primissima ideatrice del progetto dell’U.F. (more…)

Violenza contro le donne e Fabri Fibra: dov’è la vera censura?

Patrizia Romito

di Patrizia Romito*

Breve cronistoria. In aprile, alcuni quotidiani hanno riportato la notizia che il rapper Fabri Fibra (FF) avrebbe cantato al Concertone del Primo maggio, promosso a Roma dai sindacati. I testi di alcune sue canzoni contengono espressioni di grandissima violenza contro le donne (per esempio: “ragazze contattatemi scopatemi…
 non conservatevi, datela a tutti anche ai cani, 
se non me la dai io te la strappo come Pacciani”, oppure “giro in casa con in mano questo uncino, ti ci strappo le ovaie e che c…. me le cucino!) e contro gli omosessuali (more…)

“Chi dice donna” con Emergency a Milano

Chi dice donna dice domani

La lunga marcia contro la solitudine delle donne che scrivono

Anna Banti fotografata da Ghitta Carrell nel 1934

di Elisabetta Rasy*

Nel 1983 un gruppo di scrittrici italiane che avevano compiuto i settant’anni furono intervistate e le loro dichiarazioni raccolte in un libretto (Le signore della scrittura a cura di Sandra Petrignani, edizioni La Tartaruga). Erano donne che avevano avuto vite e storie diverse, difficoltà e successo diversi. Gran signore della cultura come Anna Banti, che era stata moglie di Roberto Longhi e redattrice di una delle più prestigiose riviste italiane, Paragone, e solitarie insegnanti come Laudomia Bonanni; autrici osannate e dal successo indiscusso come Elsa Morante (la sua intervista fu costruita a tavolino con brani di precedenti dichiarazioni perché la Morante, allora molto malata, si preparava alla sua morte disperata) e autrici dai cassetti pieni di manoscritti lasciati a marcire per paura e totale sfiducia nel mondo editoriale come Paola Masino. Ma in ognuna, nella diversità, c’era un uguale e vivissimo sentimento: quello della solitudine. Non solo e non tanto una solitudine esistenziale, ma la solitudine come isolamento culturale (more…)

«L’Italia, la superficialità e l’abbandono alla pseudocultura». La premonizione del Premio Nobel

Alessandro Quasimodo e Paola Ciccioli a Urbisaglia (foto di Arianna Cardinali)

Alessandro Quasimodo e Paola Ciccioli a Urbisaglia (foto di Arianna Cardinali)

Intervista di Paola Ciccioli ad Alessandro Quasimodo*

Alessandro Quasimodo possiede intimamente l’opera del padre. Ne cita a memoria ogni suo verso, sorride della tagliente ironia degli epigrammi, mescola emozioni estraendo da ordinate cartelle appunti, ritagli, lettere e manoscritti. Nella libreria su cui sono affiancati tutti i volumi dedicati all’opera del Premio Nobel, è pronto ora lo spazio per la raccolta completa dei Colloqui, la rubrica che Salvatore Quasimodo ha tenuto su Tempo dal 1964 al 1968, anno della sua scomparsa. C’è un dettaglio biografico che rende la pubblicazione di questo libro particolarmente significativa (more…)

Antimafia, sei donne che “portano addosso la gioventù della libertà”

Valentina Fiore di “Libera Terra Mediterraneo

di Nando dalla Chiesa*

L’antimafia è donna. Davanti a queste sei limpide storie è impossibile non ripetersi con meraviglia quel che si è pensato davanti alle insegnanti che dalla Lombardia alla Sicilia smuovevano i monti negli anni Ottanta, anticipando il paese di un decennio almeno. O quel che si è sussurrato agli amici, sempre in quegli anni, vedendo eserciti di lettrici affollare le biblioteche dove venivano presentati i libri contro la mafia (non erano molti, allora). O quel che è parso verità manifesta, cristallina, nell’epoca dopo le stragi, quando in Sicilia fiorivano i sindaci donne, coraggiose staffette di una storia che sembrava si fosse messa a correre (more…)

Antonia Pozzi e la “profonda commozione umana”

Antonia Pozzi

di Antonia Pozzi*

Flaubert, o dell’uomo-artista: tale è il problema di chi si ponga dinnanzi a questa umanissima figura di lavoratore dell’arte e cerchi di penetrare il segreto della sua genialità creativa.

Se è vero che in arte, a differenza che in filosofia, solo i problemi risolti contano e sul marmo nessuno cerca l’impronta delle mani che hanno foggiato la statua, ma piace in genere di considerare l’opera come già nata e avulsa per sempre dalla persona umana, dalla carne, vorremmo dire, del suo creatore, a noi è parso invece che qui, e soltanto qui, forse, nella storia della moderna cultura, non solo fosse lecito, ma anzi necessario, non recidere il legame vitale che intercorre fra problema di vita e problema d’arte, poiché questo legame costituisce da solo, in questo caso, il fondamento e il valore di tutta una personalità (more…)

«Cécile è la speranza delle seconde generazioni»

di Cheick Tidiane Gaye*

Ho avuto modo nel mio ultimo libro, Prendi quello che vuoi, ma lasciami la mia pelle nera (edizione Jaca Book 2013, con prefazione di Giuliano Pisapia) di evidenziare che «L’uomo abita dove vive e non dove nasce». Non è una frase buttata lì così per fare retorica, come fanno i politici di oggi, ma un concetto molto sostanziale in una realtà di globalità planetaria che sta attraversando l’umanità. Non accetto che la stampa chiami Cécile la “donna di colore”. Lei è la nera italiana, orgogliosissima di essere italiana e fiera delle sue radici congolesi (more…)

Recidiva con dolo: sull’inopportunità di tornare al Fuorisalone

FUORISALONEdi Elena Novati*

Eccoci, anche quest’anno la settimana del Salone del Mobile e dell’annesso Fuorisalone di Milano è giunta al termine ed è corsa via in un turbine di persone appartenenti ai poli opposti della categoria competenza: da una parte gli esperti e dall’altra gli arroganti possessori di macchine fotografiche. Potrebbero sembrare due poli non opposti, per nulla in relazione, invece calzano perfettamente con il contesto del quartiere Tortona, centro nevralgico del Fuorisalone. La solita trovata ingenua del “facciamoci un giro”, pur sapendo che il rischio misantropia sarebbe stato lo stesso, se non maggiore, rispetto all’ultima visita effettuata alla precedente edizione, ha portato la sottoscritta, di ospite straniera provvista, ad avventurarsi nuovamente tra le viuzze del quartiere: giuro, non lo faccio più (more…)

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Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

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