Panorama inquietante

Anno Domini 2012: una giornalista viene mobbizzata e poi licenziata per aver chiesto che le venisse garantita libertà di espressione e meritocrazia.  Penseresti di essere in un paese a regime teocratico o in un qualche paese africano retto da una dittatura violenta e assolutista. Invece ti sbagli, sei in Italia e la redattrice in questione è una giornalista di Panorama.  La suddetta giornalista, che risponde al nome di Paola Ciccioli, è una donna impegnata da anni, oltre che nella sua professione, anche nella sensibilizzazione verso l’uso scorretto che i media italiani fanno del corpo della donna. Insieme ad alcune colleghe, impegnate nella stessa battaglia, aveva supportato la richiesta di Gabriella Cims, responsabile dell’Osservatorio sui Servizi Audiovisivi,  che aveva chiesto all’allora vice ministro Romani maggiore attenzione per l’immagine femminile diffusa in televisione, soprattutto dal cosiddetto “servizio pubblico”. Troppo spesso ci è toccato notare che pezzi di carne possibilmente poco vestita, condiscono come puro ornamento trasmissioni di vario genere. Il blog Donne della Realtà aveva sostenuto con forza questo appello e aveva mantenuto alta l’attenzione verso tutte le forme di mercificazione del corpo femminile da parte dei media.

Le donne IDV della provincia di Bologna ebbero la fortuna di conoscere Paola Ciccioli durante un incontro pubblico che iniziò con la visione del documentario di Lorella Zanardo Il corpo delle Donne.

Ebbene, oggi Paola ha perso il suo lavoro e dovrà affrontare una lunga causa solo per aver tenuto fede nel tempo ai valori in cui credeva, valori come la trasparenza, la verità, la meritocrazia. Da tempo, infatti, le era stato quasi impedito di lavorare perché il contenuto dei suoi pezzi risultava scomodo ad alcuni superiori, e forse perché così speravano di spaventarla e zittirla. Finché un bel giorno non si è vista arrivare la lettera di dimissioni per aver denunciato pubblicamente la palese mancanza di meritocrazia nella gestione del personale della testata giornalistica. Fra le altre cose, Paola contestava alcune promozioni “sul campo” concesse a giornalisti che avevano indagato con metodi scorretti nella vita privata di alcuni magistrati, fra cui il nostro Presidente, Antonio Di Pietro.

Scusate, ma credo di aver capito perché l’Italia non riesce a rialzare la testa dalla crisi, credo di sapere perché abbiamo un problema con la “crescita”. Sorpresa: questo problema non si chiama articolo 18, ma mancanza di meritocrazia, familismo, bullismo professionale, politica clientelare, finta libertà di parola e illusoria libertà di stampa. No, non sto esagerando: vi sembra possibile che nel 2012 una brava giornalista debba perdere il lavoro per aver chiesto trasparenza e merito?

Carmela Brunetti

Coordinatrice Donne IDV Emilia Romagna

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3 Risposte

  1. di inquietante c’è tanto, troppo, in questo periodo, nel nostro paese. Il senso di disorientamento di fronte all’ipocrisia dilagante risulta spesso paralizzante. Dove troviamo le energie per ribellarci?
    Coraggio e sostegno a tutte/i coloro che continuano le loro lotte, giorno per giorno, senza lasciarsi “soffocare”…Abbiamo bisogno di aria pulita!

  2. Chi conosce il lavoro di Paola e la sua serietà sa che per ogni testata sarebbe una giornalista preziosa; sempre che non ci sia una “linea editoriale” condizionante rispetto alle notizie da dare, e al come darle.

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