
L’estate dei giornali cosiddetti rosa (ad alto contenuto di disvalori e manipolazioni) è caratterizzata dall’operazione “ripuliamo l’immagine della Minetti”. La consigliera regionale della Lombardia, accusata dalla magistratura di essere lo snodo logistico delle ragazze bunga bunga di Arcore, è ripetutamente fotografata in varie spiagge, italiane e spagnole, con calciatori in disarmo (vedi Bobo Vieri) che sanno di comparse telecomandate da direttori spregiudicati al soldo del premier. Premier che, ci dicono le stesse riviste, riprese dai quotidiani “seri”, ha incrociato lo sguardo dell’ex igienista dentale imposta alla “politica” nella zona vip dello stadio San Siro di Milano, dove la Minetti si è presentata abbronzatissima e vestita di un castigato e candido abito di pizzo san gallo. Ancora qualche servizio fintamente rubato e delle accuse gravissime nei confronti di questa ragazza già alterata nel corpo dalla chirurgia estetica e contaminata nell’anima dal morbo della corruzione – stando alle intercettazioni del caso Ruby – resterà nella memoria collettiva ben poco. E’ per questo che proponiamo di seguito la sintesi della conversazione avuta dalla studentessa Daniela Natale con Sara Giudice, la coetanea della consigliera regionale che di Nicole Minetti ha ripetutamente chiesto le dimissioni. (Paola Ciccioli)
DONNE&RINASCITA: Sara Giudice, l’anti-Minetti
«Ogni donna può figurare al meglio se sta bene dentro la propria pelle. Non centrano i vestiti e il trucco, ma come si brilla».
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