Dopo Veronica, il caso di Cinzia Cracchi, la donna che ha di fatto costretto alle dimissioni il sindaco di Bologna. Intorno ai casi di queste due signore che hanno esposto al pubblico giudizio i comportamenti dell’ex marito e dell’ex fidanzato, Gad Lerner ha imbastito su Repubblica un articolo che merita di essere letto e commentato. Assieme. Ve lo riproponiamo qui di seguito.
LA DIGNITÀ DELLE DONNE
Cinzia Cracchi non dispone delle risorse persuasive e materiali di Veronica Berlusconi. Ma c’ è una scelta comune che lega la vicenda della moglie del presidente del Consiglio a quella dell’ ex compagna del sindaco di Bologna: per la prima volta il comportamento del maschio di potere in Italia viene sottoposto in pubblico a una critica femminile puntuale, tutt’ altro che moralistica. (more…)
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Troneggia in dimensioni extralarge sull’Arengario in ristrutturazione di piazza Duomo a Milano, ma verosimilmente troneggia anche in molti altri luoghi italiani. È un cartellone gigantesco che pubblicizza una nuova linea moda per bambini, firmata, anzi, styled by, Elisabetta Gregoraci, giovane e intraprendente moglie di mister Briatore. Mette in scena, come era forse normale aspettarsi, una coppietta di bambini, sistemati per le feste. Una ninfetta lei, di cinque o sei anni o anche meno, con boccoli da parrucchiere che scendono a coprire metà faccia e occhiali da sole, naturalmente, da minidiva, che branca stretto un suo coetaneo raggiante e riccioluto, beato, almeno sembra, di farsi immortalare così conciato, dallo stuolo di fotografi che circondano la sventurata coppietta.
Programmi sulla vita reale delle donne e più modelli di riferimento della femminilità. Articoli e norme specifici per i temi delle pari opportunità e la giusta attenzione alla violenza sulle donne nella programmazione sociale. Un Codice di autoregolamentazione Media e Donne e un Comitato per la sua applicazione. Insomma, tutto quello che oggi non c’è nel Contratto di Servizio della Rai. Sono le richieste contenute nell’appello della responsabile dell’Osservatorio sulla direttiva europea per le tv del Ministero delle comunicazioni, Gabriella Cims. Un appello che noi Donne della realtà abbiamo condiviso dal primissimo momento, alla fine dello scorso novembre, pubblicandolo sul nostro blog e diffondendolo attraverso Facebook.
Una nostra analisi sul Contratto di servizio a cura di Daniela Stigliano.
di Chiara Volpato
Silvia Truzzi (pubblicati su il Fatto) che mettono in risalto due modi di essere donna in contrapposizione allo stereotipo femminile dominante in Italia.
di Silvia Truzzi
Sandra Covre, che fa parte del gruppo Donne della realtà, dopo aver assistito all’ultima puntata di Annozero, ci ha mandato questa mail, che volentieri pubblichiamo.
Su Il Fatto un articolo di Silvia Truzzi fa le pulci a Michelle Hunziker, tra l’altro presidente di una fondazione in favore delle donne vittima di violenza. Secondo la stella della tv (non solo italiana), le veline sarebbero uno “strumento”, per così dire, per fare satira e ridicolarizzare il maschilismo italiano. Un’analisi a dir poco ardita.
Il critico televisivo del Corriere della sera commenta il richiamo fatto dalla sottosegretaria inglese alle Pari Opportunità (che lui chiama sottosegretario, al maschile) alla Bbc: la rete tv, infatti, preferirebbe mandare in video giornaliste più giovani e gradevoli di aspetto, emarginando di fatto quelle più esperte e mature. Cosa farebbe, povera sottosegretaria, se fosse in Italia? Una domanda del genere Aldo Grasso la pone alla nostra ministra Mara Carfagna (che il critico ovviamente chiama ministro, al maschile). E il tema della competenza che nei luoghi di lavoro viene a volte mortificata per dare spazio ad altre qualità, per esempio l’aspetto fisico, è tutto aperto e da affrontare. 




